Ecco la Juve di Sarri: difesa più forte, attacco ricchissimo ma a centrocampo manca qualcosa

Confrontiamo l’ultima rosa di Allegri e la nuova squadra bianconera reparto per repartoMatthijs de Ligt , 20 anni, è arrivato alla Juve a luglio dall’Ajax. Getty

Ecco la Juve. Dopo un’estate senza squilli (nelle amichevoli contro pari-grado due sconfitte con Tottenham e Atletico Madrid e un pareggio con l’Inter) da domani si fa sul serio: inizia il campionato e i bianconeri tagliano il nastro della Serie A giocando a Parma senza allenatore. E’ vero che la mano di quasi tutti i tecnici si avverte di più durante la settimana che in partita. Però la malattia di Maurizio Sarri ha inevitabilmente rallentato il processo di apprendimento delle nuove idee di calcio e allora al Tardini vedremo ancora una Juve da lavori in corso. Ma in attesa che il mercato definisca meglio la rosa, si può fare un confronto tra le potenzialità della prima Juve di Sarri e l’ultima di Allegri.

LA DIFESA—In porta è tornato Gigi Buffon, con un ruolo chiaro e inusuale per lui: sarà il vice Szczesny. L’anno scorso Perin ha avuto tanti problemi e quando è stato chiamato in causa non è mai sembrato sicuro e in condizioni ottimali. Buffon sarà prezioso anche nello spogliatoio e si tratta quindi di un ritorno certamente utile. La batteria dei centrali è cambiata profondamente: accanto agli inossidabili Bonucci e Chiellini non ci sono più il professor Barzagli e il jolly Caceres e probabilmente anche Rugani saluterà la compagnia. Ma De Ligt e Demiral rappresentano un innegabile upgrade. Dell’olandese si sa tutto: già fortissimo a 20 anni, può solo maturare e migliorare ulteriormente accanto a Leo e Giorgio. Ma attenti al turco: Merih Demiral (giovanissimo anche lui: 21 anni) rischia di giocare più di quanto ci si aspetti per quello che teoricamente è il quarto centrale. L’ex difensore del Sassuolo è uno stopper anni Ottanta perfettamente integrato nel calcio del Duemila: un marcatore vero. Se in mezzo la difesa bianconera è più forte rispetto a un anno fa, sulle fasce qualche dubbio c’è. Con l’uscita di Spinazzola i terzini sono solo tre: De Sciglio e Danilo a destra e Alex Sandro a sinistra. E’ vero che i primi due possono anche spostarsi sull’altra fascia (e che nell’emergenza si possono arretrare Cuadrado e Can), ma in questo momento c’è un buco nella rosa. Per quanto riguarda la qualità, poi, l’uscita di Cancelo ha abbassato drasticamente il livello tecnico pur considerando che la fase difensiva del portoghese era rivedibile. Al di là delle valutazioni individuali, comunque, il vero punto cruciale riguarda l’interpretazione della partita nella fase difensiva: il calcio di Allegri facilitava il compito della difesa perché la sua Juve comandava l’incontro nella propria metà campo per poi esprimere all’improvviso il notevole potenziale offensivo. Con Sarri si alza il baricentro perché l’idea è quella di comandare nella metà campo avversaria, ma questa idea di gioco costringe i difensori a coprire una fetta di terreno molto più ampia e apre invitanti spazi per ripartenze che possono essere letali come accaduto per esempio in amichevole contro l’Atletico Madrid. Quindi la difesa della nuova Juve è più forte, ma non è detto che il suo rendimento rispecchi questa valutazione.
IL CENTROCAMPO— Il vero problema della scorsa stagione era stata la mancanza di un centrocampista di tecnica e fisico, alla Pogba o alla Milinkovic per fare due nomi. E probabilmente il mercato non lo ha risolto, a meno che Rabiot non effettui in fretta il salto di qualità che si attende da anni. Ramsey è ancora all’inizio del suo processo di integrazione e nel 4-3-3 agirà da mezzala: il gallese ha tecnica, senso del gol e ottimi tempi di giocata, ma qualche dubbio sulla tenuta fisica è legittimo. Il giudizio generale sul reparto, comunque, va sospeso almeno fino a quando le uscite non lo avranno definito meglio. Difficilmente il centrocampo potrà vivere un’annata più sfortunata dell’ultima, quando problemi fisici che nulla c’entrano col calcio fermarono a lungo Khedira e Can. In generale il reparto è profondo, ma continua a mancare quella tipologia di giocatore che tanto sarebbe servita già nella scorsa stagione. Ed è strano che non si sia intervenuti in tal senso perché la necessità era evidente. Se Bentancur dovesse proseguire nel percorso di crescita iniziato nel girone d’andata del 2018-19, i benefici per la squadra sarebbero notevoli.
L’ATTACCO— Domani dovrebbero giocare Douglas Costa, Dybala e Ronaldo, mentre in panchina si siederanno Higuain e Mandzukic più gli esterni Bernardeschi e Cuadrado. Al netto dei movimenti che ci saranno da qui al 2 settembre (Mandzukic in partenza, se si muove qualcun altro magari arriva Icardi), le uniche incognite di un reparto ricchissimo che al momento ha ritrovato Higuain perdendo Kean sono legate al progetto tattico (Dybala falso nove sarà la soluzione migliore o Cristiano si troverà meglio con un centravanti classico al suo fianco?) e al rendimento degli esterni (Douglas si gioverà del gioco di Sarri? Bernardeschi sarà più continuo?). Però ci sono così tante soluzioni che sarebbe un peccato non trarne vantaggio. Fu una delle critiche rivolte più spesso ad Allegri, forse uno dei motivi che portarono all’addio: l’alterno sfruttamento dell’incredibile potenziale offensivo non piacque alla dirigenza e ai tifosi. E Sarri fu scelto proprio per la sua capacità di esaltare gli attaccanti attraverso un gioco più propositivo. Vedremo se sarà effettivamente così.

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