Mazzarri ci crede ancora: «Ingenui, ma non meritavamo di perdere»

Walter Mazzarri, tecnico del Torino. Lapresse

Il tecnico granata: «Abbiamo tirato tanto in porta, tenuto il 63% di possesso palla. Ma che errori in difesa. E Meité deve correre di più, non arrabbiarsi al cambio»

Walter Mazzarri incassa il k.o. per 3-2 contro i Wolves del suo Torino con più di un pizzico di amarezza. La qualificazione ai gironi di Europa League è ora appesa a un filo. «Siamo partiti contratti, non giocando in modo fluido, a due tocchi come volevo – incalza il tecnico granata -. Anche se alla fine abbiamo avuto il 63% di possesso palla, la supremazia territoriale, tirando 12 volte in porta. Nel complesso abbiamo fatto una buona partita contro una squadra forte, molto forte in contropiede e con qualità, ma siamo stati ingenui, commettendo errori difensivi che di solito non facciamo. Il punteggio finale? Ingiusto, non lo meritavamo. Ma il k.o. per 3-2 ci lascia qualche chance e andremo in Inghilterra più leggeri. Io ci credo e voglio che la squadra ci creda come me».

CONDIZIONE FISICA—   I Wolves hanno già giocato due giornate di Premier, sono più avanti fisicamente. «Si vedeva anche sui raddoppi, come Meité sul secondo gol, che non è riuscito ad aiutare Ansaldi su Traoré. Abbiamo avuto tanti giocatori che sono arrivati dopo in ritiro, come Lukic. Non voglio però alibi, potevamo fare meglio. Dovevamo accorciare su Jimenez, che è fortissimo. Poi ci sono gli episodi, come la traversa di Nkoulou e il gol preso alla prima situazione simile».
MERCATO—   Magari una mano poteva arrivare dal mercato. C’è ancora tempo sino al 2 settembre. «Il mercato lo fa la società. Quello che si può fare si farà e ne parlerò con il presidente. Verdi? Ho Iago infortunato, ricordatevelo. E parlo dei giocatori che ho a disposizione».
NERVOSISMO—   Meité e Berenguer hanno preso male il cambio? «Non me ne sono accorto. Ma stavamo perdendo, normale che fossero arrabbiati. Al limite farò loro un discorsino, dopo aver visto le immagini. Meité poi non correva più, come sul terzo gol preso… Magari se correva non lo toglievo».

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