Favino, un Craxi giallorosso: «Mi piace questa Roma, contro la Juve ci sarò»

Pierfrancesco Favino, 50 anni, e a destra nella trasformazione in Craxi per il film "Hammamet"

L’attore si trasforma nel segretario Psi in «Hammamet», il film di Gianni Amelio nelle sale da domani: «È stato più duro coglierne i movimenti del suo animo tormentato che farsi 5 ore e mezzo di trucco al giorno». E sulla sua squadra: «Ha prospettiva e un ottimo allenatore, mi ha riconquistato»

Un Pierfrancesco Favino gigantesco. In Hammamet, il film di Gianni Amelio in sala da domani, l’attore romano reduce dalla maestosa interpretazione di Buscetta ne Il traditore, si trasforma in un Bettino Craxi sensazionale, sia nelle poche immagini che lo vedono più volitivo alla guida di un Partito Socialista ancora sano, sia nell’interpretazione degli ultimi mesi di vita in Tunisia, che sono poi il cuore dell’opera.

LA TRASFORMAZIONE —  Per diventare Craxi, Favino ogni giorno ha passato cinque ore e mezzo al trucco, ma la parte più difficile del suo lavoro è stata rappresentare l’umanità di questo potente rimasto senza potere. «Il trucco di certo mi ha aiutato a calarmi nel personaggio, ma cogliere i movimenti dell’animo è stato più impegnativo — racconta —. In questo film scopriamo il momento in cui quest’uomo che ha sempre preso di petto la vita si ritrova a combattere con le proprie paure, con la consapevolezza della sconfitta. Anche questa è umanità. Spesso diamo a questa parola solo un’accezione positiva, ma umanità è tutto quello che siamo, quindi può essere anche una guerra». Il film parla inevitabilmente anche di potere. Ma che rapporto ha Favino con il potere? «Un rapporto continuo, soprattutto oggi in cui sembra che o hai potere o non sei. In questa professione si vive di poteri altalenanti, oggi c’è domani chissà, ma per indole non penso che questo sia il potere. Per me il vero potere è la propria libertà, il potere è non dover dipendere dal potere».

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