Calvario Douglas Costa: 39 partite saltate per infortunio in tre anni

Già al terzo stop in questa stagione dopo aver sofferto in quasi tutta la scorsa. Sarri lo aspetta presto, ma avverte: “Al livello muscolare è fragile”

Douglas Costa si ferma a Verona: Ronaldo lo consola

Come ammettere l’evidenza: “Douglas Costa al livello muscolare è fragile”, ha dovuto dire Maurizio Sarri dopo la tempesta veronese che ha spazzato via anche il brasiliano. Il tecnico ha quasi alzato le braccia in segno di resa: i muscoli del brasiliano, evidentemente, non danno affidabilità su un periodo medio-lungo. Contro l’Hellas il numero 11 si è fermato nel secondo tempo: nulla di davvero grave, c’è ottimismo per un recupero non troppo difficoltoso. Semmai a preoccupare è lo storico dei guai di Costa da quando è a Torino. Difficile per la Signora immaginare se stessa in maniera duratura con Douglas titolare: in tre stagioni ha saltato, addirittura, 39 partite. E pazienza se Sarri per lui farebbe follie: aveva cambiato modulo, rinunciando al trequartista e pure al sublime Dybala di questo periodo. Il 4-3-3, infatti, nasce e cresce assieme a Costa e per questo adesso potrebbe tornare in soffitta.

FUORISERIE IN GARAGE—  Potenzialmente devastante, ma anarcoide: Costa sa abbagliare e deludere come nessuno. Vive nel confine sottile tra top player e rimpianto: da un lato ciò che potrebbe essere, dall’altro ciò che non è. Nel giudizio pesano però soprattutto le ultime due stagioni tormentate. Nella prima, 2017-18, subì due soli problemi muscolari, uno al polpaccio a febbraio e uno alla coscia ormai alla fine, ma chiuse l’anno con il vento in poppa: fu il più decisivo nel girone di ritorno per resistere al recupero del Napoli di Sarri. A leggere le statistiche 2018-19, invece, si rischia di cadere dalla sedia: 969 minuti totali, un’arma spuntata per il povero Allegri. E la colpa è, come sempre, da imputare agli infortuni, quasi tutti muscolari: nella prima parte di stagione, nell’ordine, ecco una distorsione alla caviglia, poi una piccola distrazione all’adduttore e un fastidio all’inguine. In mezzo, la madre di tutte le disavventure, l’espulsione col Sassuolo del 16 settembre 2018 per il folle sputo a Federico Di Francesco: quattro giornate di squalifica che ne tagliarono le gambe. Ma i problemi più grossi arrivarono da febbraio in poi: Douglas Costa rimase due mesi fuori per un un guaio muscolare alla coscia e il vecchio staff medico della Juve fece salti mortali per rimetterlo in piedi nel momento più caldo. Rieccolo quindi entrare alla garibaldina ad Amsterdam per i quarti con l’Ajax. Quella mezzora in casa degli olandesi resta quasi una manifesto della prammatica brasiliana: Douglas mise a ferro e fuoco la fascia olandese e prese un palo che avrebbe potuto cambiare la storia della stagione bianconera. L’ennesimo rimpianto da sommare agli altri. Da quella partita, però, Costa uscì con un fastidiosissimo risentimento al polpaccio: niente ritorno e Allegri solo sa quanto gli sarebbe servito per passare il turno all’Allianz. Più in generale, zero presenze da lì alla fine: Douglas Costa sembrava diventato un peso, non più un lusso. Una fuoriserie in garage, perennemente senza benzina.

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