Stramaccioni, incubo iraniano. Resta senza interprete in campo… E sbrocca in sala stampa

L’ex tecnico di Inter e Udinese, ora all’Esteghlal di Tehran, viene abbandonato in campo e non può comunicare durante il match perso all’esordio. Viene boicottato dai suoi, ma è prigioniero di una clausolaAndrea Stramaccioni ai tempi dell'Udinese

Al tempo in cui Massimo Moratti decise di consegnargli la panchina dell’Inter più di qualcuno storse il naso perché Andrea Stramaccioni non aveva fatto la gavetta. Ma lui, che invece già prima ne aveva viste di tutti i colori, ora sta vivendo una situazione surreale in Iran. Un vero e proprio incubo. A 43 anni l’allenatore romano capace di vincere in nerazzurro la baby Champions League e poi con i grandi di sculacciare per la prima volta la Juve a domicilio infatti si è rimesso in gioco con l’Esteghlal, club di Tehran che milita nella Persian Gulf Cup (la massima divisione del campionato iraniano di calcio), dopo le altre esperienze non facili con Udinese, Panathinaikos e Sparta Praga.

ESORDIO CON K.O.—Contratto biennale con opzione per un terzo anno che gli farà guadagnare 1,5 milioni all’anno. Arriva sulla panchina di una squadra che nell’ultimo campionato si è classificata al terzo posto (a quota 57 punti, a -4 dal Persepolis campione) e che in bacheca ha due Champions League asiatiche. All’esordio però arriva la sconfitta per 1-0 col Machine Sazi. E, complice una conferenza stampa sul filone mitico dei Trap e dei Malesani, emerge una realtà da incubo.
MALEDETTE DIMISSIONI—   Tutto inizia con le dimissioni di Ali Katir, ex membro iraniano della Fifa che aveva seguito l’Inter durante l’esperienza in Europa League dello stesso Strama con l’Inter. Incomprensioni di mercato portano il dirigente a lasciare il club e il tecnico italiano di fatto viene abbandonato a se stesso. Come ci racconta dall’Iran, con voce stralunata. Prima gli era stato mostrato un centro di allenamento all’avanguardia, dove però la squadra non si è mai potuta allenare. Poi viene chiusa la difficile trattativa con il difensore croato Hrvoje Milic, ex Fiorentina e Napoli. Ma il club non gli paga il biglietto aereo per raggiungere Tehran. Così ci pensa Strama ad anticipare i soldi del biglietto. Peccato che appena atterrato in Iran a Milic venga negato il visto e che venga spedito a Dubai in piena notte.
E L’INTERPRETE SCOMPARE…—Brutti segnali, che introducono la farsa di venerdì. Strama ha a disposizione due interpreti, uno per le cose di campo, uno più qualificato per le conferenze. Ma al momento di entrare in campo nella sperduta Tabriz entrambi non si presentano in panchina, ufficialmente perché viene negato loro l’ingresso in campo. Peccato che nessuno dei giocatori dell’Esteghlal parli inglese, così come tutti i presenti in panchina… Strama si trova così impossibilitato a comunicare qualsiasi cosa, insomma a fare il suo mestiere. E scopre anche che gli avversari hanno 20 uomini in distinta e lui solo 18 perché nessuno dei suoi dirigenti lo aveva avvisato che gli Under 23 sono extra lista. Dopo lo sfogo in conferenza la federcalcio iraniana ha negato di avere impedito l’ingresso degli interpreti. E il silenzio del club dice tante cose.
PRIGIONIERO— Il problema è che Strama è di fatto prigioniero. Tramite l’agente Federico Pastorello aveva già provato a chiedere la risoluzione del contratto senza pretendere soldi. Negata. Ma se se ne va lui, deve pagare una penale di 3 milioni di euro. Mica noccioline. Giovedì la seconda giornata, con l’esordio in casa. I tifosi sono con Strama. Ma Strama spera di svegliarsi presto da questo incubo in salsa iraniana.

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